Buono libri…storia di un diritto negato.

Come trasformare un beneficio, che dovrebbe garantire l’accessibilità dei nostri figli all’istruzione costituzionalmente garantita, in un privilegio per pochi. A volte, infatti, si ritiene erroneamente, che se hai un diritto questo sia universalmente riconosciuto, non occorre che tu faccia niente, è tuo e non te lo può negare nessuno; invece capita spesso che, anche se il diritto ti viene riconosciuto, devi affrontare tali e tanti ostacoli, che alla fine quello che pensavi tuo, appunto per diritto, diviene un privilegio per i pochi che riescono a superare gli ostacoli che si frappongono.

Sto parlando dei “buoni libro” per i ragazzi delle scuole medie, però solo per quelli residenti ad Adrano. Ebbene il genitore intestatario della richiesta (solo ed unicamente l’intestatario, non l’altro genitore), per percepire quanto spettante, deve recarsi presso una banca di un altro comune, Paternò, e quindi parte della somma che percepirà deve essere scontata della spesa per raggiungere l’Istituto di credito di quel comune; ma non finisce qui…non appena si entra e si pensa che alla fine si trattava solo di fare una ventina di chilometri in più, il cassiere con fare quasi sadico ti dice che il pagamento non può essere effettuato perché con la lettera del tuo cognome si paga solo il giovedì, che il sistema è tarato per pagare solo in quella giornata, che sei stato sfortunato, che il fato, o forse la tua mancanza di attenzione ti hanno fatto fare un primo viaggio a vuoto. “Ritenta, sarai più fortunato!” recitavano le parole scritte nell’incarto di alcune caramelle di qualche anno fa, che mettevano come premio al massimo un’altra caramella, non un diritto come quello sancito dalla nostra Carta Costituzionale, all’istruzione e quindi ai buoni libro.

Allora ti rendi conto che la modernità, il progresso tecnologico, l’evoluzione e rivoluzione digitale degli ultimi anni, che permettono di trasferire milioni di euro da una parte all’altra del pianeta, e forse anche oltre, ad Adrano trovano un limite invalicabile, un limite patologico ed endemico tutto nostrano, che come un enorme muro ti si para davanti e su cui dolorosamente ti schianti. Siamo i figli “non riconosciuti” di un Dio minore, ancora una volta confermiamo i motivi che fanno scappare dalla nostra terra. Ho da poco finito di ascoltare un video del giovane “rinisciutu” di Adrano che vive a Milano, di cui condivido amaramente ogni singola parola, anzi devo dire che alcuni suoi passaggi somigliano ad alcuni dei miei interventi in Consiglio Comunale; come lui amo questa nostra terra che ci ha allevati e che vogliamo che riesca ad essere migliore, per questo auspico ancora, non finirò mai di dirlo e di gridarlo rispettosamente in ogni luogo, che ci sia un risveglio collettivo delle coscienze di tutti coloro che vogliono costruire un Adrano diversa e al passo con il futuro, per questo chiederò tutto il nostro impegno! #Adranoèmigliore

Agatino Scardina

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