Voglio raccontarvi una storia…un futuro inedito per Adrano!

…voglio raccontarvi la storia di un paese diverso, il sogno, la visione e la speranza di una città diversa, vivibile, per molti aspetti la definirei “normale”, come normale appaiono le città che ci troviamo a visitare in periodi di vacanza come questo e a cui vorremmo che la nostra assomigliasse; perché oggi il vero cambiamento, che il nostro popolo si aspetta, la vera rivoluzione che desidera è rappresentato dalla normalità, cosa che la politica e la sua classe dirigente, forse non ha capito fino in fondo.

La storia parla di innovazione, di programmazione e rigenerazione urbanistica, che vede quali attori principali i nostri concittadini, e noi invece a costruire i contorni di questa visione di città, cercando di coinvolgere e stimolare le sue risorse migliori.

Mi rendo conto che parlare di futuro, di innovazione urbanistica, o forse anche di “smart city”, termine prestatoci dagli inglesi, per definire una “città intelligente”, che riesce ad utilizzare al meglio le risorse, anche poche, che ha a disposizione, dicevo mi rendo conto che si scontra con un presente devastato da anni di incuria, disattenzioni, da condizioni igienico-sanitarie al limite della decenza. L’aver aperto il dibattito sul futuro di questo pezzo di territorio ha il merito di aver puntato i riflettori su un problema oramai decennale (qualcuno se ne accorto solo ora, non quando amministrava), al quale va data una soluzione tempestiva, ma soprattutto definitiva…noi siamo chiamati principalmente a ridisegnare una città, ripeto la visione di una città diversa, vivibile fatta a misura di persona, una città piacevole, accogliente, e perché no anche “bella”… pensate solo per un momento a quando scegliamo un posto per andare in vacanza, la prima cosa che cerchiamo è un lungomare dove poter camminare, passeggiare, dei percorsi da poter fare in bici con i nostri figli…perché  tutto questo non lo possiamo fare pure nel posto dove passiamo la maggior parte del nostro tempo?

Il futuro che ci aspetta non è facile, ma può rappresentare un’ennesima opportunità, dipende tutto da noi…dobbiamo renderci conto che ogni anno perdiamo parecchie risorse, in termine di persone che lasciano il nostro paese, come ho avuto modo di denunciare diverse volte in Consiglio Comunale, ma soprattutto in termini economici, per usare una espressione cara allo storico Giuseppe Giarrizzo: “assistiamo ogni anno ad un vero e proprio genocidio socio-culturale”, come se il nostro paese abbia acceso un falò e lo alimenti con banconote, le stesse banconote che con tanti sacrifici affrontati dalle nostre famiglie, sono serviti a formare e far crescere un’intera generazione, la stessa generazione che oggi purtroppo è costretta a scappare, e non solo per la questione lavorativa…in un editoriale di qualche mese fa di una testata giornalistica locale, che commentava i dati diffusi dalla Svimez, l’hanno ribattezzata “La Grande Fuga”; c’è in atto un processo di “desertificazione” del Sud-Italia, un termine che a me fa realmente paura.

Ecco perché davanti a noi abbiamo due strade: una strada, quella più rassicurante, meno impegnativa, che ci sottrae ad eventuali insuccessi, è quella che abbiamo imboccato già da parecchio tempo e  i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, e che anche quest’anno, devo registrare, si è continuato a percorrere, accontentandoci di “sopravvivere” a volte anche indecorosamente…le condizioni di quel pezzo di territorio lasciato dalla ferrovia ne è la cruda testimonianza; la seconda strada, quella più impegnativa, e che ha bisogno di uno sforzo collettivo di un’intera classe dirigente ed il coinvolgimento dell’intera città, dell’investimento delle nostre migliori risorse, che ci veda partecipi a costruire il futuro della nostra comunità, partendo dalla pianificazione urbanistica, di cui ci dobbiamo riappropriare, rigenerando il nostro centro storico per riportare quei luoghi, quelle strade ad essere nuovamente densi di scambi, relazioni, socialità e vita civica, scommettendo e ripensando una città totalmente diversa. Magari in questo percorso troveremo diversi inciampi, qualcuno non ci crederà e tenterà di scoraggiarci, forse andremo incontro anche a qualche insuccesso, ma insieme sono sicuro sapremo rialzarci e rimetterci nuovamente in gioco.

Quindi, non si tratta solo di una generica pista ciclabile e pedonale, ma di un punto di partenza da dove tracciare i contorni di un futuro inedito per la nostra città, che condizioni ogni nostra azione del presente e ci costringa a prendere decisioni forti e coraggiose.

Chiudo con la stessa citazione usata il mese scorso quando ho presentato la mozione: “Questi sono i tempi – disse Thomas Paine uno dei padri degli USA – che mettono alla prova l’animo degli uomini”, ed oggi sfidano il nostro di animo, sono fiducioso che saremo all’altezza della sfida che ci troviamo davanti, occorre solo crederci…Grazie

Agatino Scardina

(Consigliere Comunale)

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Be the first to comment on "Voglio raccontarvi una storia…un futuro inedito per Adrano!"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi